Il lontano si è fatto vicino
È da tempo ormai che bambini e ragazzi di culture "altre" rispetto alla nostra bussano alla porta delle nostre sedi per iniziare il cammino scout nei nostri gruppi; e in Agesci il dibattito sul se e come accoglierli interessa da alcuni anni quadri e capi. La questione, forte anche nella nostra Zona, ci interroga sul modo migliore per accogliere tra noi questi ragazzi, nel reciproco rispetto e possibilmente costruendo una relazione educativa arricchente e instaurando un dialogo proficuo con le famiglie.
Uno dei punti del Progetto della Zona Vini 2007-2010 è proprio il tema dell'intercultura: da una fase esplorativa circa il "peso" della presenza straniera nei nostri gruppi, a una più narrativa rispetto a come affrontiamo le situazioni che già si sono presentate, passiamo quest'anno a una fase di costruzione, dove cercheremo di creare delle azioni o comunque di condurre una riflessione sul tema, da proporre magari ai livelli associativi più alti.
Domenica 27 settembre, per dare il via a tale riflessione, il Comitato di Zona, avvalendosi di una Pattuglia Intercultura, ha organizzato una tavola rotonda dal titolo «Il lontano si è fatto vicino», nella bella cornice del Teatro Parvum dell'ASL di Alessandria. Un'ottantina di capi, provenienti da tutti i gruppi, ha potuto ascoltare alcuni relatori che hanno portato un contributo al dibattito: dalla presentazione dei dati sugli stranieri nelle scuole a cura di Chiara Como e dalle statistiche numeriche degli stranieri in Associazione di Massimo Pasquariello, si è passati ad affrontare il tema dell'accoglienza in Agesci con gli interventi di Laura Barbieri ed Emilio Delucchi, e poi quello - sicuramente più "caldo" - dell'integrazione possibile e auspicabile seppur faticosa e non sempre cercata, con gli ospiti intervenuti (un pastore valdese, uno africano e don Emanuele come rappresentante della Chiesa cattolica).
Il tema non è certo dei più facili, e il livello del confronto è stato sicuramente alto e non sempre facilmente "digeribile" dai capi presenti. Ma è solo l'inizio: la riflessione ci accompagnerà per tutto questo anno scout, con l'obiettivo di migliorare il nostro servizio anche nei confronti di quei ragazzi la cui provenienza costituisce, se non un problema, comunque spesso una "pietra d'inciampo" nella nostra azione educativa.
Nella foto: le battute finali del dibattito tra gli ospiti e i capi presenti alla tavola rotonda; clicca qui per vedere tutte le foto della giornata.
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Era un pastore battista,
Era un pastore battista, quello "africano"
Grazie
Grazie della precisazione: in effetti, la qualifica corretta mi è rimasta... nella tastiera!